Canon Dial 35-2

La Canon Dial 35-2 è una macchina fotografica dall’aspetto singolare, una half-frame automatica che nonostante gli anni regala grandi soddisfazioni.

 

Non si può certo dire che quest’oggetto passi inosservato. Già solo capire come si tiene in mano non è cosa immediata. Spesso quando l’ho prestata a qualcuno chiedendogli di fare una foto dapprima non capiva come tenerla, poi non capiva dove premere per scattare la foto. Questo perché se tradizionalmente il pulsante di scatto si trova superiormente, nella Dial è posto frontalmente, accanto l’obiettivo.

canon dial 35-2 front

Il caratteristico tasto di scatto accanto l’obiettivo; sopra, in piccolo, il contascatti


CARATTERISTICHE TECNICHE

Nome: Canon Dial 35-2
Luogo e anno di produzione: Giappone, 1968-1971
Messa a fuoco: manuale, 0,8m-∞ con indicazioni nel mirino
Mirino: galileiano con indicazioni di zone di fuoco, esposizione e compensazione del parallasse
Lente: Canon Lens SE 28mm f2.8, 5 elementi in vetro in 3 gruppi
Esposimetro: si
Esposizione: automatica
Sensibilità: 10-1000 ASA
Otturatore: di tipo lamellare
Tempi: 1/30, 1/60, 1/125, 1/250
Flash: sincronizzato su tutti i tempi con attacco hot shoe
Pellicole: 135, formato half-frame 24x18mm
Alimentazione: 1 batteria al mercurio 1,3V
Dimensioni (LxWxH): 9,9×7,5×4,3 cm
Peso: 410 g
Altre caratteristiche: corpo in metallo, avanzamento pellicola automatico previo caricamento a molla, attacco treppiede a vite da 1/4.


IN GENERALE

La Canon Dial 35-2, prodotta dal 1969 al 1971, è l’evoluzione della Canon Dial 35, prodotta qualche anno prima, dal 1963 al 1969. I cambiamenti sono pochi: vengono apportate lievi migliorie al design, aggiunto uno sfondo nero al nome, maggiorata l’estensione ASA, una diversa batteria e il flash con attacco hot-shoe.

Alcune migliorie della Canon Dial 35-2: nuovo attacco Hot-Shoe e nuova mascherina

Il primo utilizzo può risultare sostanzialmente traumatico in quanto “tutto è come non dovrebbe essere e tutto non è come dovrebbe essere”. Il pulsante di scatto non è posto in alto, ma davanti; la leva di caricamento non c’è, si carica una molla e per 20 scatti va avanti da sola; alla fine del rullino non si gira la manovella ma si preme un tasto di riavvolgimento.

Il tasto di riavvolgimento della Canon Dial. Per riavvolgere basta caricare la molla e premere il bottone.

Certo però è che, una volta capita l’impostazione d’uso della Canon Dial 35-2, fotografare diventa un’azione immediata e molto più veloce rispetto alle sue coetanee.

Ad aumentare la praticità d’uso c’è il comodo mirino, nel quale sono indicate le scale di esposizione in basso e la distanza di messa a fuoco a sinistra.

Canon Dial 35-2 viewfinder

Il mirino composto dalla scala della messa a fuoco (sulla sinistra), la scala dell’esposizione (in basso) e le piccole guide per i ritratti ravvicinati (in alto)

La ghiera frontale che ricorda un telefono a disco (dal quale deriva il nome DIAL) è la ghiera di selezione degli ASA (ognuno di essi ha un foro dalle dimensioni diverse che va a coprire il sensore interno).

Canon Dial 35-2 detail

L’inconfondibile ghiera per la regolazione degli ASA della Canon Dial 35-2


COME L’HO AVUTA

Ho avuto la fortuna di avere tra le mani questo piccolo e strano gioiellino grazie ad un caro amico che, non sapendo che farne, me la regalò, sapendo con quanto rispetto tratto questi vecchi cimeli.

Appena presa in mano, messa da parte l’emozione, studiai con cura ogni aspetto e costatai che nel mirino l’ago per l’indicazione della messa a fuoco era rotto, o meglio, era bloccato, e non girava. Così, munito di cacciavite e pazienza, l’aprii e trovai una meccanica semplice ma molto geniale. Fortunatamente il problema fu molto semplice da riparare e dopo più di 1 anno di utilizzo non si è più ripresentato.

Non di meno valore è la custodia nella quale era inserita, un po’ consunta ma di ottima fattura e ben imbottita.


PREGI

L’obiettivo è precisissimo e molto pulito negli scatti. Non ci sono vignettature o distorsioni. Anche se lo scatto è un half-frame la qualità è eccellente.

E’ piccola e pesa relativamente poco, fotografarci è un piacere per la velocità d’uso.

Non va sottovalutato inoltre l’aspetto dell’half-frame: essendo appunto un mezzo formato con un rullino da 36 pose si tirano fuori ben 72 scatti, di ottima qualità peraltro. Quindi è anche molto economica.

Caratteristica dell’half-frame

Le fotografie ottenute sono apprezzabili come risoluzione e definizione. Sono di sorprendente qualità nonostante il mezzo formato sfrutti meno spazio nella pellicola.


DIFETTI

La batteria utilizzata originariamente non è più in commercio, ma avendo lo stesso voltaggio di una comunissima LR44 può essere facilmente sostituita, a patto di inserire un “rialzo” dato che la batteria originale era più spessa di questa moderna e non c’è una molla che va ad ovviare il problema.

Non c’è la posa B e quando si fa scuro non si può scendere sotto il 30esimo di secondo; insomma, dimenticatevi di usare la Canon Dial 35-2 di notte per lunghe esposizioni.

Sebbene io sia stato molto fortunato ad averla avuta in regalo, i prezzi variano molto in base allo stato e agli accessori. Una rapida occhiata ai canonici mercatini online suggeriscono prezzi dai 50 ai 200€.


CONCLUSIONI

La Canon Dial 35-2 è una macchina fotografica che si caratterizza per una linea davvero unica e per l’immediatezza d’uso. Bisogna abituarsi alla singolare impostazione d’utilizzo ma dopodiché risulta molto facile.
Finora mi ci sono trovato eccezionalmente bene, a patto che si fotografi quando c’è abbastanza luce.


IN SINTESI

PREGI

  • Economia d’uso
  • Automatismi
  • Qualità della lente

DIFETTI

  • Manca la posa B
  • No lunghe esposizioni
  • Design inizialmente scomodo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.